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Adults only marketing: è discriminazione?

Adults only marketing: è discriminazione?
Filosofia adults only

I servizi per soli adulti, ovvero per persone non accompagnate da bambini, stanno dilagando e i promotori di difendono di Adults Only Marketing. Di cosa si tratta? Cerchiamo di capire meglio questo fenomeno.

Se avete intenzione di aprire una caffetteria e servire il pubblico in generale, è meglio non discriminare gli ospiti di età superiore ai 60 anni. Il caffè potrebbe raffreddarsi in attesa dei clienti.
Se si gestisce una libreria, i libri potrebbero rimanere a lungo sugli scaffali se la porta d’ingresso mostra un cartello che dichiara che a nessuno al di sotto dei 18 anni è consentito all’interno.
Ma se parliamo di luoghi di vacanza, stiamo invece assistendo a una tendenza che limita l’età in alberghi e navi da crociera. In particolare, le società marittime stanno cercando di differenziarsi dalle classiche crociere “per tutti” con nuove offerte riservate a un pubblico adulto..

Adults only marketing: è davvero discriminazione?

Le limitazioni dell’età di cui stiamo parlando non si riferiscono a quelle strutture che dichiarano candidamente “Non abbiamo servizi adeguati per i bambini, quindi non possiamo intrattenerli”. Stiamo in realtà parlando di divieti sostanziali, di strutture che dichiarano sui propri siti di non accettare prenotazioni che prevedano ospiti di età inferiore ai 16/18 anni (in alcuni casi il limite si abbassa a 14).
Per alcuni si tratta di semplice discriminazione, ma per i responsabili marketing di alberghi, compagnie aeree o navi da crociera non è così. Escludere arbitrariamente i più piccoli altro non è che una semplice scelta commerciale. Si va così incontro alla sempre più crescente richiesta di strutture dove soggiornare in tranquillità, in aperta contrapposizione ai family hotel, nati proprio per accogliere e fornire servizi alle famiglie con bambini.

Il fenomeno no kids e adults only marketing dilaga negli Stati Uniti

Viking Cruises, linea di crociere che offre crociere fluviali e oceaniche, ha già annunciato che gli ospiti a bordo delle sue navi dovranno avere almeno 18 anni. La posizione di Viking su questo punto è che la sua clientela over 50 apprezza un ambiente privo di bambini. In virtù di questa scelta, Viking ha scelto di offrire sulle sue navi concerti di musica classica, letture educative e degustazione di té in un ambiente per soli adulti. Una scelta che sta riscuotendo un enorme successo.

Tutto sommato, si tratta di un’esperienza di crociera meno frenetica e dai ritmi decisamente rilassati, che poco si adatta ad un pubblico di giovanissimi.

Possiamo seriamente sostenere che gruppi di ragazzini festanti potrebbero trovarsi bene su una nave che offre questo tipo di servizi? In realtà il punto della diatriba tra difensori e oppositori di questi nuovi divieti è tutto qui. Suggerire che i bambini non sarebbero a proprio agio a bordo e sottolineare la mancanza di strutture dedicate ai bambini è una cosa. Escludere chiunque abbia bambini al di sotto dei 18 anni è un’altra cosa.

Le compagnie di crociera assumono posizioni nette sulla presenza di bambini a bordo

Ma non c’è solo Viking Cruises in questo speciale elenco di compagnie di navigazione no kids. P&O Cruises, una compagnia della Carnival Corp con sede in Inghilterra, non permette alle famiglie di salire su tre delle sue navi per soli adulti.
U River Cruises ha iniziato con barriere di età sia per giovani che per anziani, con un’età limite di 45 anni. Ha poi cambiato idea sul limite massimo di 45 anni, ma è stata irremovibile sui limiti ai minorenni.
La maggior parte delle compagnie di crociera, comprese Azamara, Celebrity, Crystal e Oceania, non accettano ospiti di età inferiore ai 6 mesi. Ma Virgin Voyages, che dovrebbe lanciare la prima di tre navi da 2.700 passeggeri nel 2020, non accetterà ospiti al di sotto dei 18 anni.

Questo ci dice che diverse grandi compagnie di crociera hanno preso una posizione netta. Chiunque abbia meno di 18 anni non sarà autorizzato a navigare sulle loro navi, anche se i loro genitori acconsentono al fatto che non ci sono strutture per bambini e ragazzi a bordo.
Si tratta di una discriminazione in base all’età? Oppure una compagnia privata che vende crociere ha il diritto assoluto, dal punto di vista giuridico ed etico, di determinare quale gruppo di età desidera escludere?

Anche l’Italia abbraccia la tendenza “senza bambini”

Anche l’Italia si sta adeguando alla sempre più crescente richiesta di alberghi child free. Una scelta di marketing che, a detta dei titolari delle strutture, non ha nulla a che vedere con le discriminazioni. Così come esistono i family hotel, in grado di soddisfare le esigenze delle famiglie e in particolare dei bambini, altrettanto stanno nascendo come funghi strutture che offrono relax e tranquillità a coppie e singoli. Sembra che la scelta di marketing sia stata premiata poiché questi alberghi registrano sempre il tutto esaurito.

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